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Musicovery

Sunday 27 April 2008

Il web ci ha oramai abituati bene. Ricordo la prima volta che vidi Pandora, e come fui entusiasta del suo Music Genome Project, ovvero un sistema per catalogare la musica in base ad una serie di ‘geni’ caratterizzanti. Quello che mi convinse di più era però la capacità di associare canzoni, e questo in base sia alla somiglianza dei ‘genomi’ di ognuna di esse, sia grazie al social network implicito che Pandora era in grado di creare, ovvero: ogni ascoltatore, realizzando delle playlist sul portale, permetteva di annettere legami preferenziali fra canzoni. In base ad un recommendation engine, Pandora suggeriva quindi facilmente, e con discreto successo, canzoni che potessero interessare ai vari ascoltatori in base alle loro preferenze. Personalmente, più di una volta ho così scoperto artisti che sensatamente rientravano all’interno del panorama dei miei gusti musicali.

Non sono stato peraltro sorpreso che l’accesso a Pandora venisse limitato per cause legate alla RIAA & Co, sono solo stato un po’ stupito che ci avessero messo alla fine così tanto tempo. Attualmente Pandora è in grado di fornire il suo servizio solo all’interno degli USA, e immagino dietro il pagamento di una subscriber fee. Peccato.

Musicovery Ciò detto, oggi vi voglio segnalare un portale, Musicovery appunto, che sebbene non abbia la visione di Pandora, è se non altro in grado di interessare per una serie di motivi.

Innanzitutto, il design del portale sembra sia stato il cuore di tutte le considerazioni dei suoi creatori. In effetti, tutte le sue funzionalità sono presentate rapidamente all’interno di una stessa interfaccia. Pertanto, la musica è catalogata in base a due assi: scuro-positivo, e calmo-energico. Non complicati ma funzionali genomi, bensì più banalmente considerazioni legate sulla velocità del pezzo e tipo di mood. In questo modo, il sistema a due assi permette una rapida scelta dello stile musicale: un solo click, e si è già specificato che tipo di canzoni si ha voglia di ascoltare.

È poi possibile, sempre dalla stessa interfaccia e con relativà facilità:

  • selezionare il genere (jazz, gospel, blues, …);
  • specificare la forchetta temporale nella quale si è interessati (anni’60, ‘70,…);
  • andare sul sicuro con dei classici, oppure partire alla scoperta di nuovi brani.

L’interfaccia non ha nulla di rivoluzionario ma:

  • è semplice;
  • ha alcune funzionalità web 2.0 integrate quale i favourites;
  • è già prontamente integrata con Amazon, Ebay, e iTunes per l’acquisto dei brani ascoltati;
  • permette di visualizzare una specie di mappa musicale delle associazioni fra brani, che dubito sia così approfondita come quella di Pandora e che in realtà sembra servire principalmente a fare conoscere in anticipo la playlist dei brani che verranno ascoltati di seguito.

Plausibilmente ed intelligentemente memori della fine dei loro vari predecessori, Musicovery trasmette solo in bassa risoluzione (probabilmente attorno ai 96kbps) agli utenti free, mentre gli utenti registrati e paganti (4$ al mese) hanno diritto alle versioni ‘hi-fi’ dei pezzi. Inoltre, hanno già provveduto a realizzare un client che permetta di usufruire di queste funzioni su devices portatili.

Nulla di fondamentalmente nuovo, con pezzi relativamente commerciali e senza la ricchezza di Pandora. Sufficiente però, a mio avviso, da giustificare il passaggio. Buon ascolto.

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  1. […] sono già occupato di siti quali Musicovery e Pandora, che permettono la scoperta di canzoni in base ad algoritmi di […]

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